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Nicaragua - I murales del Riguero


Padre Uriel Molina Oliù



Sui murales di Santa Maria de los Angeles  leggi:
A rischio i murales di Santa Maria de los Angeles a Managua  
I murales della Chiesa di Santa María de los Angeles  e vedi le  foto  
Sullo scempio commesso vedi testo e foto in Guinnes Record de Ingenería a Managua



Al trionfo della Rivoluzione ho pensato di fare una chiesa nella quale la pittura riflettesse per sempre la nostra storia di liberazione. In Italia avevo imparato che gli affreschi del medioevo erano la Bibbia dei poveri, e volevo che il nostro popolo potesse rivivere la sua propria storia nei murali della mia chiesa.

Io non volevo una chiesa con quelle immagini lugubri con le quali mi avevano insegnato a pregare da bambino: quel San Benito in ginocchio tutto in nero, per esempio. No. Questa chiesa rappresenta oggi un salto qualitativo, in confronto a quelle vecchie chiese piene di immagini, nelle quali uno andava diretto al santo e lo toccava un pochino dicendogli: "Sant'Antonio, voglio recuperare la macchina da cucire che mi hanno rubato-, e se era il caso di una ragazza che stava per rimanere zitella, le chiedeva un marito... io mi sono detto (perchè non è che io sia iconoclasta), è necessario ritornare ai nostri santi! E quali sono i nostri santi? Luis Alfonso Velazquez, questo bambino che è vissuto nella nostra parrocchia e che è tornato a rivivere la lotta di Davide contro Golia. Lì lo potete vedere che sfida la CIA. E un po' prima c'è Azarlas H. Pallais, quello delle Parole Evangelizzate, come un vecchio profeta discepolo di San Francesco d'Assisi, con la sua sottana nera consumata, come lo abbiamo conosciuto noi là a Leon. E porta una croce ed un mantello rosso di porpora, non per essere Cardinale, ma perchè come profeta volle identificarsi con il nostro "Patria Libera o Morire".

Questa chiesa è una chiesa francescana e San Francesco d'Assisi era un poeta squisito e concepiva il vangelo come un annuncio, per questo la sua prima chiesa è Santa Maria degli Angeli - L'Annunciazione -. E là avete l'Annunciazione in altorilievo. E’ l'annuncio che inaugura la nuova storia del Nicaragua, che comincia nello sfondo, all'entrata con gli dei Tamagastad e Cipaltomal: quegli dei che furono distrutti dalla cultura ispanica e che noi restituiamo per incorporare la nostra cultura precolombiana alla Resurrezione di Cristo: fine ed utopia della storia.

E abbiamo anche le figure di Diriangèn e Nicarao, e Bartolomè de las Casas e Valdivieso. E in secondo piano Monsignor Pereira, che seppe rifiutare l’intervento nordamericano, e Sandino e Carlos Fonseca, i padri della patria, perchè senza di loro noi non saremmo popolo, oppure in termini biblici, siamo non-popolo, precisamente. Ed i secoli XVI e XVII e XVIII sono rappresentati dal Cristo contadino che porta la sua croce per i sentieri dello sfruttamento. E come prolungando quella storia di crocefissione guardate quei corpi che rappresentano la profezia di Ezechiele, nella quale, quelli che non avevano vita, risorgono in due uomini, che sono i sacerdoti Gaspar Garcia Laviana e Camilo Torres ("dove è caduto Camilo nacque una croce") e lì c'è una croce di luce che illumina il mondo. E più a destra abbiamo San Francesco d'Assisi, a cui il Cristo disse: "Ripara la mia chiesa che sta in rovina", e incominciò a ricostruire la chiesa senza prodigi intellettuali, con la sola testimonianza della sua vita evangelica. Per questo al suo fianco i poveri ricostruiscono la chiesa di Dio. E Francesco è rappresentato con la schiena forte di un contadino nicaraguense, accarezzando con la tenerezza delle sue mani di poeta il "guardabarranco" (uccello) delle canzoni nicaraguensi. E insieme a lui, i francescani ricostruiscono il popolo di Dio, uniti come debbono sempre stare con il popolo semplice.

E più in là a sinistra potete osservare Mons. Romero, questo bellissimo murale di San Romero di America accogliendo le vittime delle ingiustizie, lui stesso pure con una collana di sangue - guardatela nel suo collo - ma trasfigurato, perchè ha saputo soffrire il martirio e pertanto non ha bisogno di procedimenti ufficiali per essere invocato come santo. E tutti i murali convergono in quello del Cristo resuscitato, questo giovane che rappresenta i martiri del nostro popolo, quelli che hanno avuto tanto amore, che sono stati disposti a dare ]a loro vita per il loro popolo. Solamente in questa parrocchia abbiamo avuto 200 morti, e in merito voglio raccontarvi qualcosa che non ho letto in nessun libro, ma che porto nel cuore.

Il giorno del ripiego tattico, la Lupita Montiel, che sarà qui con noi, mi ha fatto chiamare per andare a seppellire suo, figlio. lo sono andato in mezzo ai corvi ed agli spari, e quando sono arrivato mi sono trovato con il corpo di suo figlio coperto con un "petate". lo non osavo togliere il "petate", perchè sapevo che mi sarei trovato di fronte a qualcosa di raccapricciante; allora mi ha detto: "Lo scopra, Padre".

Effettivamente l'ho scoperto e mi sono trovato con il suo ragazzo di sedici anni tagliato in due da una bomba. Non potrò mai dimenticare simile impressione. Ma nemmeno potrei mai dimenticare il sapore di annuncio di quella madre, che mi disse: "Mi sento orgogliosa di avere partorito un figlio sandinista"...

E quella è la nostra via crucis; noi impariamo a leggere la passione di Cristo attraverso la passione del popolo, che è una maniera francescana di leggerla! E perciò abbiamo anche rappresentato la famiglia Barreda, che è andata a raccogliere il caffè, e quando il torturatore la interrogava, loro impassibilmente rispondevano: "Siamo cristiani e siamo rivoluzionari". Mentre nella Curia di Managua si discuteva l’incompatibilità intrinseca tra fede cristiana e rivoluzione sandinista, questi Barreda proclamavano con il loro sangue davanti al nemico che fra cristianesimo e rivoluzione non c'è contraddizione.

lo ho concepito questa chiesa come un annuncio, con l'Angelo dell'Annunciazione. Lì dove dovrà stare il Santissimo ci sono delle bellissime mani semiaperte che accoglieranno il Santissimo Sacramento, continuando la tradizione dei Padri greci, che vedevano tanta similitudine tra l’Annunciazione e l'Eucarestia. E colui che interrompe questo annuncio allegro del mondo nuovo è il terribile angelo sterminatore dell’Apocalisse, che guardando ai Barreda contenti che raccolgono il caffè, interviene con la forza di Reagan contro l'amore e la speranza. Ma, come diceva Sandino, la Resurrezione si incaricherà di spiegare tutto, perchè la nostra causa è la causa di Dio, e della giustizia. In questi murali, insomma, ci sono gli eroi della nuova storia del popolo nicaraguense, che è poesia di Ernesto, colore di Solentiname, tavolozza del Riguero, Comunità di Base del 14 settembre e musica di Carlos Mejia Godoy.  


Ottobre 2006




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