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A rischio i murales di Santa Maria de los Angeles a Managua |
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Mariella Moresco Fornasier info@caribenet.info
Sui murales di Santa Maria de los Angeles leggi:
Nicaragua - I murales del Riguero
I murales della Chiesa di Santa María de los Angeles e vedi le
foto
Sullo scempio commesso vedi testo e foto in Guinnes Record de Ingenería a Managua
Una delle espressioni più significative del
periodo rivoluzionario nicaraguense (1979-1990) è senz'altro l'attenzione
dedicata alle varie forme di arte, quale strumento non solo di elevazione
individuale ma vero linguaggio collettivo, per permetteva la trasmissione dei
valori della rivoluzione sandinista, tra i quali il messaggio cristiano
testimoniato e vissuto concretamente da singoli e comunità di base. Fiorirono
talleres di poesia popolare e di pittura e molti artisti stranieri dettero con
entusiasmo il loro apporto ad un progetto politico vissuto come
profondamente umano e rispettoso della cultura del popolo nicaraguense.
Molti furono i murales che in quegli anni
decorarono i muri della capitale e sia per i loro contenuti che per la
freschezza della loro esecuzione (non pochi erano vere opere d'arte) le loro
riproduzioni su foto e cartoline li fecero conoscere ed apprezzare
internazionalmente prima che, caduto il governo sandinista, la nuova
amministrazione li abbandonasse al degrado quando non addirittura li facesse
distruggere, causando un danno incalcolabile al patrimonio artistico del paese.
Federico Matus, pittore muralista nicaraguense,
nel commentare il disastroso stato di degrado dei murales di Managua, ha
evidenziato in una dichiarazione al quotidiano La Prensa che la pittura murale
ha un alto valore sociale in quanto "Como arte es una forma de conciencia
social y como artista uno puedo incidir a través de las imágenes de los símbolos,
transmitir un mensaje a la sociedad y de cierta forma contribuir a la
cultura". Non può sfuggire come, nonostante la legge No. 90 del 23 aprile
1990 dichiari queste opere "Patrimonio Cultural de la Nación",da
parte delle autorità competenti non si faccia nulla per salvaguardarle dai
numerosi vandalismi e dal naturale degrado. “Es lamentable que no existan políticas
culturales que protejan nuestro arte, pero principalmente que no tengan voluntad
para salvarlo”, forse perché "se cree que porque fueron hechos en una época
de coyuntura social no valen", come hanno commentato rispettivamente il
muralista Reinaldo Hernández ed il bibliotecario de La Prensa, Julio León
Báez.
I murales di Santa Maria de los Angeles sono
forse l'esempio più rappresentativo sia del profondo significato storico,
sociale ed artistico dei murales nicaraguensi che del loro destino di
inconcepibile abbandono e distruzione.
Il padre francescano Uriel Molina, parroco del quartiere Riguero della
capitale nicaraguense, noto per la sua eroica partecipazione alla lotta di
liberazione dalla dittatura somozista, culminata con la vittoria della
rivoluzione nel 1979, fu il promotore di questa opera d'arte alla quale hanno
lavorato tra il 1982 e il 1985 cinque artisti italiani ed una trentina di studenti nicaraguensi della Scuola
d'Arte, coordinati dal pittore Sergio Michilini, realizzando un “ciclo pittorico di integrazione plastica”, cioè un complesso di pitture murali, altorilievi e sculture in ceramica,
per un totale di 680 metri quadri. Tema dell'opera è la “Storia del Nicaragua”,
ripercorsa attraverso le figure significative della tradizione popolare e
della “Chiesa dei poveri”, di cui sono richiamati figure ed eventi scelti
con la partecipazione attiva dei parrocchiani.
Si trovano così le divinità maya del mais e della fertilità, capi indigeni vittime degli invasori spagnoli (Nicarao e Diriangen), vescovi difensori degli indios (Bartolomé de las Casas e Antonio de
Valdivieso), eroi dell’indipendenza nazionale (Simeón Pereira y Castellón),
martiri caduti per la difesa dei poveri (Oscar Romero), leaders politici (Augusto Sandino e Carlos
Fonseca), preti guerriglieri (Camilo Torres e Gaspar García Laviana) e cristiani rivoluzionari (Alfonso
Velasquez ed i coniugi Barreda). L'intera
opera è strutturata in modo da convergere verso il dipinto centrale, “La risurrezione”, in cui gli elementi della natura
locale (la vegetazione tropicale, il caffè, il cotone, il mais), della realtà sociale
e lavorativa del popolo (la raccolta della canna da zucchero, le popolazioni indigene della Costa atlantica) e della storia politica (le madri degli eroi e dei martiri della rivoluzione, la colomba della pace, l’emancipazione della donna) del Nicaragua
circondano come in un abbraccio il popolo che porta la croce dell’oppressione e da cui ascende al cielo un Cristo dai lineamenti
nicaraguensi. Quasi a continuazione della narrazione, l'altare in legno, il leggio
ed il fonte battesimale si integrano esteticamente con la pavimentazione in ceramica. Già
dichiarata “Patrimonio culturale della nazione”, quest'opera è stata
irresponsabilmente danneggiata da lavori di riparazione del tetto della chiesa,
iniziati senza le dovute precauzioni per la salvaguardia dei dipinti e delle
strutture artistiche, come ha lamentato Sergio Michilini, che si è rivolto al
direttore dell' Instituto Nicaragüense de Cultura, Julio Valle Castillo, la cui
sensibilità al riguardo lascia poco a sperare, viste le sue dichiarazioni in
merito al degrado di altri murales: "Non sono una priorità". Attraverso l’Associazione per la cooperazione rurale in Africa e America latina (Acra), un organismo non governativo di cooperazione allo sviluppo da anni presente in Nicaragua,
alcuni italiano hanno definito, insieme ai frati francescani che reggono la parrocchia e a Sergio Michilini, un progetto di recupero che prevede il rifacimento del tetto, il restauro dei murales, la ricostruzione dell’altare in legno e del pavimento in ceramica e la predisposizione di pannelli esplicativi, per un totale di circa 33.000 dollari.
Chi volesse contribuire può versare il suo contributo sul conto corrente postale n. 14268205 o sul conto corrente n. 8183 presso la Banca popolare di Milano (Abi 05584 – cab 01706), entrambi intestati ad Acra Onlus, Via Breda 54, 20126 Milano, indicando la causale “Taller Gaudì Nicaragua per restauro chiesa”. Per
evitare lo scempio definitivo di questa opera d'arte, unica nel suo genere, si
sta promuovendo anche una campagna che comprende la raccolta di firme di
parlamentari italiani ed europei e l'invio di lettere al parroco (che, avendo
ricevuto i finanziamenti per la riparazione del tetto, sta procedendo
speditamente nei lavori senza la minima preoccupazione di evitare la distruzione
dei dipinti e delle infrastrutture artistiche), al ministro di Cultura, al
direttore dell'Istituto nazionale di Cultura ed alla direttrice della Direzione
generale del patrimonio culturale. www.caribenet.info
si unisce a questa campagna, invitando tutti i suoi lettori a mandare il
testo riportato di seguito, in spagnolo, agli indirizzi
sottoelencati, aggiungendo per copia quello del pittore Michilini.
Gli indirizzi sono i seguenti:
Fray Roberto Gonzalez Abodio - parroco de Santa Maria de los Angeles
frayrobertogonzalez@hotmail.com
Miguel Angel Garcia Gutierrez - ministro de Educación, Cultura y Deportes
mgarcia@mecd.gob.ni
Julio Valle Castillo - director del Instituto Nacional de Cultura
culturni@ibw.com.ni
Roxana Castrillo - directora de la Dirección general de Patrimonio cultural
b_rodriguez1@yahoo.com
Ing. Josè Dionisio Marenco Gutierrez, Alcalde de Managua
alcalde@managua.gob.ni
Sergio Michilini - pintor autor de las obras
neoarcaico@yahoo.it
Il
testo della lettera, da copiare ed inviare in spagnolo (più sotto
è riportata la traduzione in italiano) è il seguente: ¡ALTO A LA DESTRUCCION DE LOS MURALES DE SANTA MARIA DE LOS ANGELES!
He conocido los murales de la iglesia de Santa Maria de los Angeles,
declarados en 1990 Patrimonio cultural de la nación por el gobierno de
Nicaragua.
Sé que este "ciclo pictórico de integración plastica" es considerado "la
muestra máxima del muralismo nicaraguense" y uno de los principales ejemplos
en toda America latina del arte sagrada inspirada por la opción por los
pobres.
He apoyado de diferentes maneras el trabajo que el Comité italiano ha
desarrollado, junto con el pintor Sergio Michilini, con la finalidad de
recaudar los fondos para restaurar de forma integral esta obra de
extraordinario valor artistico, historico y religioso.
Quiero ahora expresar a ustedes mi honda preocupación frente a las noticias
que me llegaron desde Managua, según las cuales los trabajos empezados en
agosto para el cambio del techo de la iglesia - en si absolutamente
necesarios - se están llevando a cabo de una forma muy danina para el
conjunto artistico, al punto da abrir las puertas a su definitiva
destrucción.
Siendo convencido que esta sería una perdida incalculabe para Nicaragua y
para la humanidad, empezando por los cristianos de todo el mundo, le pido
que usted se comprometa en garantizar la conservación de esta monumental
expresión de la cultura y de la fe de los nicaraguenses, sin ahorrar
esfuerzos para su pronta y total restauracción.
Por eso, me pareceria ahora indispensable llegar a un acuerdo entre il
parroco, el pintor Michilini, la empresa constructora, el Instituto Nacional
de Cultura, la Alcaldia de Managua y los representantes en Nicaragua del
Comité italiano, asi que los trabajos de arreglo de las estructuras murarias
de la iglesia puedan armonizarse con los de restauracción de su precioso
patrimonio artistico.
(nome e cognome)
(indirizzo)
(cap, comune, provincia)
Italia
(email)
Traduzione
Ho conosciuto i murales della chiesa di Santa Maria de los Angeles,
dichiarati nel 1990 Patrimonio culturale della nazione dal governo del
Nicaragua.
So che questo "ciclo pittorico di integrazione plastica, e
considerato "la massima espressione del muralismo nicaraguense" e uno
dei
principali esempi in tutta l'America latina dell'arte sacra ispirata dall'
opzione per i poveri. Ho appoggiato in varie forme il lavoro che il Comitato
italiano ha sviluppato, insieme al pittore Sergio Michilini, allo scopo di
raccogliere i fondi per restaurare integralmente quest'opera di
straordinario valore artistico, storico e religioso.
Voglio ora esprimervi
la mia profonda preoccupazione di fronte alle notizie giuntemi da Managua,
secondo le quali i lavori iniziati in agosto per cambiare il tetto - di per
sé assolutamente necessari - si stanno attuando in modo molto dannoso per il
complesso artistico, al punto da aprire le porte alla sua definitiva
distruzione. Essendo convinto che questa sarebbe una perdita incalcolabile
per il Nicaragua e per l'umanità, a cominciare dai cristiani di tutto il
mondo, le chiedo di impegnarsi a garantire la tutela di questa monumentale
espressione della cultura e della fede dei nicaraguensi, senza risparmiare
sforzi in vista del suo rapido e completo restauro. Perciò mi parrebbe ora
indispensabile giungere a un'intesa tra il parroco, il pittore Michilini, l'
impresa edile, l'Istituto di cultura, il Comune di Managua y i
rappresentanti in Nicaragua del Comitato italiano, in modo che i lavori di
sistemazione delle strutture murarie della chiesa possano armonizzarsi con
quelli di restauro del suo prezioso patrimonio artistico.
Ottobre 2006
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