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  I ritmi dei Caraibi al Festival Latinoamericando di Milano



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Img: Gruppo Olodum




Veramente arduo rendere la ricchezza del programma musicale del Festival Latinoamericando. Sessanta concerti con artisti di fama internazionale caratterizzano questa edizione 2006, che si concluderà il 15 agosto con lo spettacolo Gran Carnaval, lasciando nell'imbarazzo della scelta chi non abbia la possibilità di seguirli tutti, come invece meriterebbero. La parte del leone è della musica caraibica (anche del continente) e brasiliana (anche se non mancano i rappresentanti di altre espressioni musicali, tra cui il gruppo di tango rivisitato in chiave elettronica del Bajofondo Tango Club), con nomi quali Gilberto Gil, Daniela Mercury, gli Olodum, i Van Van, Pablo Milanés, Chucho Valdés, Oscar d'Léon, Juanes, Issac Delgado, Eliades Ochoa e tanti altri.

Il 24 giugno gli amanti della musica cubana hanno atteso per ore sotto la pioggia di un improvviso temporale che terminasse la partita Argentina/Messico prima di poter ascoltare Pablo Milanés, uno dei grandi cantautori cubano, iniziatore negli anni ‘70 con Silvio Rodriguez del movimento musicale noto come la Nueva Trova Cubana, in cui apparivano per la prima volta testi di contenuto politico, ed ancora autore prolifico di canzoni che sono rimaste impresse nel ricordo dei suoi molti ammiratori. Nel corso del concerto si sono ascoltati brani dei suoi ultimi album, tra cui del più recente Como un campo de mais.

Ancora Cuba sul palco, tre giorni dopo, con la musica ritmata del rap degli Orishas, un gruppo nato a Parigi nel 1999 da giovani emigrati cubani, che fin dal nome dato al complesso vogliono rivendicare la loro appartenenza alla cultura afrocubana (Orishá è il nome dato alle entità spirituali della più diffusa tra le religioni afrocubane, nata dal sincretismo delle credenze africane e del cattolicesimo popolare introdotto nelle terre americane con la conquista spagnola). Segno del gruppo è la capacità di coniugare denuncia sociale e divertimento. La formazione musicale dei tre giovani componenti è decisamente eterogenea: Roldan Gonzales arriva da band di musica tradizionale e chitarrista di son, Ruzzo e Yotuel sono stati invece membri degli Amenaza, uno dei gruppi rap di spicco dell'isola. I titoli dei loro tre album, tutti grandi successi che li hanno resi famosi a livello internazionale, già indicano il carattere di denuncia e polemica socio-politica della loro musica: A lo Cubano, è il primo e con il suo misto di rap, rumba, son e guaguancò li ha lanciati come gruppo internazionale; Emigrante, ha vinto nel 2003 il Grammy latino per il miglior disco hip hop ed è un esempio riuscitissimo di fusione tra musica tradizionale cubana e avanguardia 'urban', mentre il loro terzo album è intitolato El Kilo, nome con cui viene indicato il centesimo cubano, somma sufficiente a comperare (ma 50 anni fa !) un chilo di riso, fagioli, o di altri viveri di prima necessità.

Oscar d'León, il Rey de los Soneros, dopo il concerto del 5 luglio, data scelta in omaggio alla festa nazionale venezuelana, replicherà il 25 luglio. Impossibile perdere questa seconda chance per gli appassionati del genere. Cantante dalla voce inconfondibile, per la sua notevole estensione, unisce alle sue doti artistiche il fascino che esercita sul pubblico. Vicino agli inizi della sua lunga carriera alle sonorità cubane (ricordiamo le influenze musicali di orchestre quali la Sonora Matancera e quella dell’indimenticabile Celia Cruz), ha continuato il rapporto con la sua fonte musicale collaborando con grandi artisti latini come il musicista di origini portoricane Tito Puente, con il quale ha inciso l’album The Mambo King.

Da Bahia ci è giunta la musica della sua bellissima regina, Daniela Mercury, artista completa, ballerina, compositrice, arrangiatrice e quella degli Olodum, gruppo di una ventina di artisti, che si propone di valorizzare la musica nera, ispirandosi alla mitologia africana, alla storia della schiavitù, alla lotta contro il razzismo, un mix di samba e reggae che coinvolge emotivamente il pubblico.

Tra i futuri eventi imperdibili, da segnalare Los Van Van, da vent’anni la più conosciuta espressione della musica cuba, in concerto il 12 luglio ed il brasiliano Gilberto Gil, attuale ministro di cultura del governo Lula, previsto per il 21, mentre è per il 26 luglio l’unica data italiana di Juanes, il fenomeno musicale che ha venduto 3 milioni di copie in tre anni e divenuto fenomeno internazionale con la popolarissima La Camisa Negra. Agosto ci promette al 3 una grande serata con il jazzista Chucho Valdés, già direttore del mitico gruppo Irakere, tra i più importanti del suo genere nella seconda metà del Novecento, prima dei “fuochi d’artificio” del Ballet Folklorico de Cuba del 14 e la grande chiusura alla sera di Ferragosto con Gran Carnava, con più di 200 artisti con musiche, danze e costumi tipici dei diversi paesi latinoamericani.



Luglio 2006



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